Comune di Vicenza

Vicenza: città patrimonio dell'Unesco

Fascismo, II Guerra Mondiale, Resistenza

Fascismo


Gagliardetto fascista del Comune di Vicenza.

Divisa da prigioniero nei lagher tedeschi (Mauthausen).

Le lunghe trattative seguite all'armistizio si aprirono a Parigi il 18 gennaio 1919 e portarono ai trattati di pace noti con il nome di Pace di Versailles.

A queste trattative l'Italia prese parte come potenza vincitrice a fianco dell'Inghilterra, della Francia e degli Stati Uniti, ma in realtà la sua posizione fu sempre subalterna rispetto agli alleati, e le trattative di pace non applicarono, come ci si attendeva, i criteri stabiliti nel Patto di Londra del 26 aprile 1915, specialmente per ciò che concerneva l'annessione di territori della Dalmazia ed i compensi coloniali. Le crisi di governo che si succedettero in quegli anni (Orlando, Nitti, Giolitti) - mentre il nazionalismo era alimentato da una parte dalle iniziative di D'annunzio con l'occupazione di Fiume nel settembre 1919, e dall'altra dal movimento fascista, sempre più attivi nel Paese - determinarono una crescente ostilità verso i governi liberali, che costituì facile preparazione al colpo di stato, che sarà attuato da Mussolini il 28 ottobre 1922. A ciò si aggiunsero le agitazioni di carattere sociale e sindacale che turbarono il mondo del lavoro, l'impoverimento prodotto dalle gravi distruzioni ed i guasti morali, che accompagnarono la guerra, ebbero parte non trascurabile nel determinare le difficoltà del dopoguerra. Non tardò a farsi sentire la reazione fascista guidata da solide ragioni di classe, ma venata di retorica combattentistica e nazionalistica e convergente nel mito dell'uomo forte che avrebbe risollevato il Paese dal caos e lo avrebbe fatto assurgere al rango di grande potenza. Anche il fiorente movimento cattolico sociale vicentino venne presto a trovarsi sotto il fuoco incrociato delle squadre fasciste e, non a caso, l'episodio più significativo di questo aspetto dell'offensiva squadrista fu l'assalto a Sandrigo alla canonica di mons. Giuseppe Arena, guida del movimento nella provincia. Sia pur nei suoi tempi e con i suoi modi, in un alternarsi di movimenti diversi di avvicinamento e di allontanamento, la Chiesa restò, nell'ambito dello stato totalitario, l'unica realtà autonoma ed indipendente, proponendosi quindi con ciò stesso come alternativa moderata al regime. Il fascismo al potere rivelò ben presto la sua sostanza: una dittatura di classe mal verniciata di romanesimo imperialistico, anche se qualche innegabile successo di prestigio, l'adozione di parole d'ordine di facile popolarità dalla battaglia del grano al mito del posto al sole, ed un'accorta, battente propaganda, attirarono su di esso non pochi consensi.

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Il bollettino di informazioni che annuncia la cessazione delle ostilità, 4 maggio 1945 - sala V Armature metalliche a linguetta per maschera antigas italiana, mod. Pirelli, 1933 - sala V Maschere antigas tedesca, 1939-1945, e italiana, mod. 1935 - sala V
Divisa da prigioniero nel campo di sterminio di Mauthausen - sala V Completo da Balilla Moschettiere - sala V

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