Comune di Vicenza

Vicenza: città patrimonio dell'Unesco

La Prima Guerra Mondiale


Fante italiano nelle trincee dell'Altopiano di Asiago, 1917.

Reparti del Genio Militare Italiano durante la costruzione della strada in Vallarsa, settembre 1915.La straordinaria dimensione del coinvolgimento di Vicenza può essere più comprensibile analizzando alcuni numeri; le cifre riguardanti la Grande Guerra forniscono in maniera precisa e inequivocabile quanto fu tremendo e dirompente il rapporto tra la città e quello che ancora oggi viene definito il più grande conflitto di massa della storia.

Entrato in guerra con poco più di 800 mila uomini, nel novembre del 1918 l'Esercito Italiano era composto di oltre 5 milioni di soldati - sui 7 milioni di maschi soggetti alle armi - e di questi 4 milioni di combattenti, circa 3 milioni e 300 mila si alternarono durante i 4 anni di conflitto alla difesa della frontiera Vicentina. Se a questi, si aggiungono i 130 mila francesi, i 110 mila inglesi, i 3800 americani e i 12 mila cecoslovacchi venuti al nostro fronte nell'ultimo anno di guerra, si avrà l'imponente cifra di oltre 3 milioni e mezzo di soldati passati per Vicenza durante gli anni del conflitto.

La città di Vicenza allora era sostanzialmente racchiusa entro il perimetro urbano delle antiche mura medievali. Con le frazioni, chiamate allora "colture" la popolazione era di poco superiore ai 42.000 abitanti (27 per il solo centro storico).

Vicenza sede del Comando della I Armata, fin da subito fu dotata di un piano di evacuazione della popolazione in caso di rotta della linee di fronte. Per reagire alle offensive italiane che infliggevano severe perdite in uomini e materiali non ripianabili, l'Austria, con l'aiuto della alleata Germania, intraprese contro l'Italia l'offensiva che prese il nome di Caporetto nell'ottobre-novembre 1917. Un insieme di circostanze favorevoli consentì al nemico di sfruttare il successo iniziale, costringendo l'esercito italiano a ritirarsi sul Piave. Gravi furono le perdite italiane in uomini e materiali, ma decisiva fu la volontà del Paese e dell'esercito di resistere sulla linea del Piave - monte Grappa. Su questa linea si infranse nel giugno del 1918 il tentativo austriaco di dilagare nella pianura. Nell'autunno dello stesso anno nella grande battaglia di Vittorio Veneto l' Esercito Italiano sconfiggeva quello avversario assicurando all'Italia una completa vittoria suggellata dall'Armistizio chiesto dagli austriaci e firmato il 3 novembre 1818 a Villa Giusti presso Padova.

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