Comune di Vicenza

Vicenza: città patrimonio dell'Unesco

Erodiade con la testa del Battista

AutoreFrancesco Cairo
Periodo(Milano 1607-1665)
SupportoTela, 117x93,3
InventarioA 206

La tela, opera giovanile del pittore milanese Francesco Cairo, risalente al 1634-1635, raffigura la madre di Salomè, Erodiade, moglie di Erode Filippo e nipote di Erode il Grande. La sua vita dissoluta e i suoi costumi libertini furono duramente criticati da Giovanni Battista, che venne perciò decapitato e la sua testa, visibile nella parte bassa del dipinto, offerta su un piatto.

La tragedia di Erodiade qui “si consuma in una disperata solitudine: l’immagine femminile, avviluppata in un elegante mantello, bordato da una folta pelliccia, emerge sullo sfondo di una nuda parete, rischiarata da una luce spettrale che si riverbera con lividi riflessi sul volto della donna, vittima della propria vittima, emblema terrifico di una colpa punita all’istante” (Binotto). Fu infatti Erodiade che ordinò la morte del Battista e che, afferrata la sua testa, gli conficcò uno spillone per capelli nella lingua. Con questo efferato e brutale gesto voleva punire le parole di riprovazione con cui il Battista aveva condannato la sua condotta immorale.

L’impianto compositivo dell’opera è giocato su un movimento circolare che avvolge la figura femminile, dall’elegante camicia, alla bordura dorata, alla ricca pelliccia, al mantello di velluto rosso, per giungere al capo riverso all’indietro.

Il livore del volto, gli occhi socchiusi e la bocca spalancata esprimono con forza tutto il dolore e la disperazione della donna: “colei che (Matteo 14, 11) ha chiesto la morte del giusto” (Villa).

Descrizione figurativa

In quest'opera del pittore milanese Francesco Cairo e dalle dimensioni relativamente modeste, si evidenzia pienamente tutta l'influenza del Caravaggio, sia nell'uso della luce che esalta l'effetto del colore, sia nella drammaticità del soggetto: in questo caso Erodiade, madre di Salomè e moglie di Erode Filippo che sfiora quasi la testa di S. Giovanni Battista, appena consegnatale su un vassoio. Lei stessa ne aveva sollecitato la morte, per zittire una lingua che non aveva mai temuto di denunciare la sua vita dissoluta. Ebbene la luce spettrale che si riverbera sul suo viso, gli occhi socchiusi e la bocca spalancata sul volto riverso all'indietro dimostrano come nell'istante preciso in cui lei sembra ottenere la sua vittoria sul Battista, ne rimanga in realtà vittima, preda di una coscienza forse appena risvegliata e di indelebili rimorsi.

Descrizione audio

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