Comune di Vicenza

Vicenza: città patrimonio dell'Unesco

Risorgimento e il '48 vicentino


Elmo crinito della Guardia Civica, 1848.

Immagine di divise militari dell'esercito del Regno Italico.

Il 17 e 18 Marzo del '48 anche a Vicenza si ebbero le prime dimostrazioni patriottiche che ottennero come uno dei primi atti della nuova Municipalità, in ottemperanza peraltro alle concessioni imperiali di qualche giorno prima, la costituzione della Guardia Civica. Fu questa l'istituzione tipica del Risorgimento che l'aveva mutuata dalla Rivoluzione Francese. Era considerata l'organizzazione armata del popolo, contrapposta agli eserciti di mestiere ritenuti strumenti di oppressione. Per questo la istituzione della Guardia Civica era sempre fermamente richiesta dai patrioti liberali.

In città nel frattempo si era costituito un Comitato Provvisorio Dipartimentale presieduto dall'Avv. Giampaolo Bonollo che annoverava tra i suoi membri importanti personaggi come: l'Avv. Sebastiano Tecchio, Don Giuseppe Fogazzaro, il notaio Bartolomeo Verona, il commerciante Giovanni Toniato, il canonico Don Giovanni Rossi e il nobile Luigi Loschi.

Si venivano nel frattempo costituendo formazioni di volontari, elemento caratteristico della guerra del 1848. Si ricordano in modo particolare le formazioni dei Crociati vicentini che proprio i primi giorni di Aprile ebbero il loro sfortunato battesimo del fuoco nei pressi di Sorio e Montebello.

La città difesa da poco più di 5.000 uomini fra volontari e regolari pontifici, fu investita il 20 Maggio con un attacco alle difese di Porta Santa Lucia. Nonostante l'appoggio di sei cannoni gli assalitori non riuscirono a piegare i difensori. Il giorno seguente un reparto uscito dalla città al comando del Gen. Giacomo Antonini attaccava a Ponte Alto gli austriaci diretti a Verona, senza peraltro impedire loro di raggiungere la piazzaforte.

Vicenza fu di nuovo assalita il 23 maggio. A mezzanotte gli austriaci mossero su tre colonne con i seguenti obbiettivi: Borgo S. Felice, la Rocchetta, Monte Berico. Gli scontri più aspri si ebbero a Borgo S.Felice, tenacemente difeso.

Gli austriaci desistettero dall'attacco nella tarda mattinata del 24, ritirandosi verso Verona con gravi perdite.

I quadri del Negrisolo e del Bottazzi raffigurano con dovizia di particolari i momenti dell’organizzazione della difesa della città.

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