Comune di Vicenza

Vicenza: città patrimonio dell'Unesco

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Dormitio Virginis, San Francesco d’Assisi, Sant’Antonio da Padova

AutorePaolo Veneziano
Periodo(Venezia documentato dal 1333 al 1358 - morto ante settembre 1362)
SupportoTavola, 1a: 112x77; 1b: 89x23; 1c: 90x23
InventarioA 157


Pannello centrale del polittico

Giunto da Venezia nel 1333, questo prezioso polittico a fondo oro, realizzato da Paolo Veneziano capostipite dell’arte pittorica nella città lagunare, venne collocato sull’altar maggiore della chiesa di San Lorenzo a Vicenza.

Fu poi protagonista, nei secoli successivi, di una storia travagliata e rocambolesca. Rimosso dalla sede originaria nel 1586, venne in seguito trasportato in refettorio, perché il suo linguaggio non rispecchiava il gusto del tempo. Passò poi in sacrestia e, a seguito delle soppressioni napoleoniche, entrò a far parte del patrimonio della famiglia Porto Godi, che probabilmente acquistò le tre tavole oggi rimanenti dell’intera opera. Il dipinto, poco considerato dai proprietari, fu abbandonato in un ripostiglio e inaspettatamente recuperato dagli eruditi vicentini Leonardo Trissino e Leopoldo Cicognara. La contessa Maddalena Porto Godi donò l’opera a Francesco Testa che, a sua volta, la vendette a Leonardo Trissino; solo alla sua morte, il figlio Alessandro la lasciò al Museo vicentino (1849).

In epoca imprecisata, l’opera fu racchiusa entro una cornice neogotica e vi si aggiunsero sedici tavolette, con santi a mezza figura, dipinte da Battista da Vicenza. Solo nel 1909, la falsa cornice venne smontata e il dipinto cominciò ad essere apprezzato per il suo valore.

Firmato e datato 1333, il polittico vicentino rappresenta la prima opera documentata di Paolo Veneziano, qui impegnato a fondere due linguaggi figurativi diversi, uno di ispirazione bizantina e l’altro volto ad assimilare le novità della cultura figurativa occidentale, espresse da Giotto. La tavola centrale raffigura, secondo lo schema iconografico proprio delle icone bizantine, l’episodio della dormitio della Vergine, cioè del suo addormentarsi e non morire, poiché sarebbe stata assunta in cielo con il corpo dal Figlio. La Madonna è distesa su un letto, circondata dagli apostoli e dagli angeli. Cristo trattiene tra le braccia l’anima di Maria bambina che, staccatasi dal corpo, rinasce tramite la morte all’eternità. Degli scomparti laterali rimangono soltanto le tavole raffiguranti san Francesco con le stigmate e il libro aperto e sant’Antonio da Padova.

L’artista impreziosisce la superficie pittorica utilizzando materiali rari e pregiati tra cui l’oro, il lapislazzuli e lo smaltino.

Quest'opera appartiene al percorso:


Musei Civici Vicenza - Museo civico di Palazzo Chiericati, Piazza Matteotti 37/39 Vicenza - tel. (+39) 0444 222811 - museocivico@comune.vicenza.it

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