Comune di Vicenza

Vicenza: città patrimonio dell'Unesco

Flagellazione

AutoreAlessandro Maganza
Periodo(Vicenza 1548 - 1632)
SupportoPietra di paragone, 44x33
InventarioA 135

Il dipinto giunse in Museo insieme alle altre opere appartenenti alla ricca raccolta di quadri che la nobile vicentina Paolina Porto Godi lasciò alla Pinacoteca della città di Vicenza (1825-1831).

Alessandro Maganza offre qui un’interpretazione intensa e drammatica della Flagellazione di Cristo. La scena si concentra sui personaggi essenziali, la vittima e i suoi aguzzini. Le figure emergono dall’oscurità dello sfondo in forza della luce e del colore denso e opaco. L’atmosfera notturna, ottenuta grazie alla tecnica della pittura stesa sulla pietra di paragone, è rischiarata dai rapidi ed improvvisi bagliori che, generati dalla torcia posta sulla destra del dipinto, illuminano i corpi dei carnefici e dal chiarore che riverbera dall’aureola, dalle carni bianche e dal perizoma di Cristo.

I sapienti rapporti di luce e ombra e gli effetti del colore rivelano come, oltrepassato il Cinquecento, si apra, in ambito pittorico, una nuova epoca, caratterizzata da esecuzioni dense di retorica che non rispecchiano più una relazione immediata con la realtà, ma che esprimono tramite studiati giochi di luce e calibrati rapporti cromatici “l’emotività del colore e la plasticità della materia” (Villa).

La pittura del Seicento riflette dunque l’affermarsi in campo artistico di un gusto e di una sensibilità nuovi, ormai lontani dagli esiti dell’arte rinascimentale, cioè “dall’equilibrio, dall’armonia anche drammatica e pur sempre umana della classicità” (Villa).

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