Musei Civici Vicenza

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Il Trecento e il Quattrocento

Percorrendo le sale dello splendido palazzo palladiano che ospita la Pinacoteca civica, si possono notare le cinquecentesche decorazioni ad affresco opera di Domenico Brusasorzi (Sala del Firmamento e Sala d’Ercole), Battista Zelotti (Sala del Concilio degli Dei) Eliodoro Forbicini (motivi a grottesche) e Battista Franco (supposto autore del fregio monocromo raffigurante i primi bassorilievi della Colonna Traiana a Roma), impreziosite dagli stucchi bianchi e dorati di Bartolomeo Ridolfi.

Questi raffinatissimi ambienti ospitano pitture e sculture - giunte in Museo grazie soprattutto a lasciti e donazioni di privati cittadini, oltre che a depositi e acquisti - che sono espressione della storia, del gusto e della cultura cittadina e che andarono a costituire, nel corso dell’Ottocento, quella che Arslan definì “forse la più bella galleria di pittura della terraferma veneta”.

La Pinacoteca custodisce alcune rare e preziose opere del Trecento e del Quattrocento. Tra tutte spicca il polittico di Paolo Veneziano (Inv. A 157), uno dei “pezzi unici” del Museo, autentico capolavoro della storia dell’arte italiana. Questo straordinario dipinto dimostra come, a quelle date, la tradizione pittorica veneziana costituisse un modello imprescindibile per la nascente cultura figurativa vicentina, che andava delineando i propri caratteri peculiari all’interno delle prime botteghe locali, attratte anche dalla realtà veronese. All’interno della più prestigiosa di queste si distinse, agli inizi del Quattrocento, Battista da Vicenza, “pittore caratterizzato dal gusto per la narratività di soggetto sacro, per le storie «da leggersi», per un’espressività immediata” (Villa).

Pochissime sono le testimonianze sia nel campo della pittura che nel campo della scultura degli esordi della cultura artistica vicentina, che attorno alla metà del Quattrocento cominciò a guardare alla vicina Padova. Gli artisti locali iniziarono infatti a recuperare le novità proposte dalla tradizione artistica padovana negli anni tra il 1450 e il 1470, superando così lo stile gotico internazionale e rimanendo contemporaneamente affascinati dalle innovazioni della pittura fiamminga quattrocentesca (documentata in Museo dalla tavola di Hans Memling, Inv. A 297).

Si gettarono così le basi per la nascita e il consolidamento, nell’ultimo quarto del secolo XV, della “grande scuola vicentina”, di cui fu eccellente interprete Bartolomeo Montagna.

Musei Civici - Palazzo Chiericati, Piazza Matteotti 37/39, Vicenza - Tel. 0444 222811

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