
| Autore | Jacob van der Kerckhoven, detto Giacomo da Castello |
|---|---|
| Periodo | (Anversa, 1637 - Venezia, 1712) |
| Supporto | Tela, 131x158 |
| Inventario | A 268 |
Si tratta di uno dei tanti esempi di quella pittura “di genere” - fatta di scene di battaglia, paesaggi, marine, architetture reali o fantastiche, capricci e nature morte - che decorava gli interni dei palazzi sei-settecentechi e che incontrava il gusto dei collezionisti privati dell’epoca.
Jacob van der Kerckhoven, annoverato tra i più noti specialisti di natura morta attivi sul territorio veneto, raffigura qui, con minuzia e precisione nella resa dei dettagli, una “cascata” di frutta e ortaggi che, partendo dall’angolo superiore destro del dipinto, scende lungo la diagonale che taglia in due la tela. L’artista dipinge i prodotti della terra tipici della stagione autunnale - grappoli d’uva, melograni e zucche -, utilizzando tonalità calde, cromie brune e rossastre, scelte con l’intenzione di rappresentare un’Allegoria dell’Autunno. La luce cristallina proveniente dalla sinistra del dipinto raggela le tinte, rendendole lucenti e vivide. La sapiente impaginazione della composizione, di ascendenza barocca, spartita in modo asimmetrico, è espressione dell’originale percezione spaziale del pittore e del suo innegabile talento.
Al di là della sua apparente semplicità, l’opera si carica di significati reconditi ed enigmatiche allusioni: vi compaiono infatti due timidi conigli e un pappagallo dallo sgargiante piumaggio, figure che simboleggiano la lussuria, mentre i frutti scelti dall’artista sono un evidente richiamo alla fertilità e alla sensualità.
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