
| Autore | Carlo Saraceni |
|---|---|
| Periodo | (Venezia 1579 - Venezia 1620) |
| Supporto | Tela, 97x78,5 |
| Inventario | A 205 |
Carlo Saraceni dipinse in questa tela - giunta in Museo nel 1864 - una delle numerose varianti dell’iconografia di santa Maria Maddalena. La scena è dominata dalla figura della donna che, con il capo reclinato verso il basso, fissa lo sguardo intento e concentrato sulle pagine aperte di un libro, probabilmente un testo sacro, sostenuto, quasi fosse una sorta di leggio, da un teschio. Il volto della santa dall’espressione seria e pensosa è incorniciato dai lunghi capelli neri, mentre il capo è circondato dall’aureola simbolo della santità.
Costituisce una vera e propria novità, nell’ambito della tradizione figurativa veneta, la relazione tra la figura severa e composta della santa e la rustica ambientazione paesaggistica: il busto della Maddalena, colto di trequarti, si staglia sullo sfondo di un cielo azzurro, solcato dalle nubi e delimitato sulla sinistra da uno sperone roccioso da cui pende una lucerna. Le sue braccia poggiano su una nuda tavola di legno grezzo, accanto al crocifisso e alla sferza penitenziale.
Gli studiati effetti di luce e ombra su cui è giocata l’intera composizione danno testimonianza della grande abilità e perizia del maestro veneziano, che era entrato in contatto con i discepoli e i sostenitori di Caravaggio durante il suo giovanile soggiorno romano, rimanendo comunque sempre legato al classicismo del Cavalier d’Arpino e che, a Venezia, aveva avuto modo di assimilare e rielaborare il cromatismo proprio della pittura veneta.
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