Comune di Vicenza

Vicenza: città patrimonio dell'Unesco

21/11/2022

Presentata a Torino la mostra  “I creatori dell’Egitto eterno"

A un mese dall'apertura sono già 10mila le prenotazioni e oltre 300 i gruppi che visiteranno l'esposizione

Da sinistra: Rucco, Siotto, Coppola, Greco (foto Federico Taverna)

Sono 160 i reperti del Museo Egizio in partenza per la Basilica Palladiana di Vicenza, dove il 22 dicembre aprirà la mostra “I creatori dell’Egitto eterno. Scribi, artigiani e operai al servizio del faraone”.

Curata dal direttore del Museo Christian Greco, da Corinna Rossi, professore associato di Egittologia al Politecnico di Milano, da Cédric Gobeil e Paolo Marini, egittologi e curatori dell’Egizio, la mostra restituisce uno spaccato della vita quotidiana nell’antico Egitto, con un focus particolare su Tebe, l’odierna Luxor, e Deir el-Medina, il villaggio, fondato intorno al 1500 a.C., dove scribi, disegnatori e artigiani lavoravano per costruire e decorare le tombe dei faraoni nelle Valli dei Re e delle Regine, plasmando l’immaginario dell’antica civiltà nata sulle rive del Nilo.

L’esposizione riunisce più di 180 oggetti, oltre ai reperti dell’Egizio, ci sono una ventina di prestiti dal Louvre di Parigi. In esposizione capolavori della statuaria, sarcofagi, papiri, bassorilievi, stele scolpite e dipinte, anfore e amuleti. Molti i tesori che verranno svelati in occasione dell’esposizione, tra cui il sarcofago antropoide di Khonsuirdis e il celebre corredo della regina Nefertari, che torna in Italia, a Vicenza, dopo diversi anni di tour all’estero.

La mostra, che fa parte del ciclo “Grandi Mostre in Basilica”, è ideata e promossa dal Comune di Vicenza e dal Museo Egizio, con il patrocinio della Regione Veneto e della Provincia di Vicenza, in collaborazione con il Centro Internazionale di Studi di Architettura Andrea Palladio e la Fondazione Teatro Comunale Città di Vicenza. La promozione e l’organizzazione sono curate da Marsilio Arte, che ne pubblica il catalogo. Tra i partner dell’esposizione Intesa Sanpaolo e Gallerie d’Italia - Vicenza, Fondazione Giuseppe Roi, AGSM AIM, Confindustria Vicenza, LD72, Beltrame Group ed Euphidra.

L'esposizione è stata presentata oggi a Torino, al Museo Egizio, dal sindaco di Vicenza, Francesco Rucco, dell'assessore alla cultura, Simona Siotto, del direttore del Museo Egizio, Christian Greco, dal CEO di Marsilio Arte Luca De Michelis, dall' Executive Director Arte, Cultura e Beni Storici Intesa Sanpaolo Michele Coppola e dai curatori della mostra Corinna Rossi, Cédric Gobeil, Paolo Marini. Erano presente anche Paola Marini, presidente della Fondazione Giuseppe Roi, e Mauro Passarin, direttore dei Musei civici di Vicenza.

"La Basilica palladiana, Monumento nazionale e una delle massime espressioni architettoniche di Andrea Palladio, è il luogo più visitato e ammirato di Vicenza - ha dichiarato Francesco Rucco, sindaco di Vicenza -. Dal 22 dicembre in Basilica sarà allestita questa prestigiosa esposizione realizzata in collaborazione con il Museo Egizio, e con la curatela del suo direttore Christian Greco. Vicenza chiuderà il ciclo delle tre Grandi mostre, avviato nel 2019, con un evento internazionale che sta già suscitando notevole interesse. La mostra segue l'esposizione "La Fabbrica del Rinascimento" in cui i visitatori hanno potuto approfondire la conoscenza del Cinquecento a Vicenza, periodo di invenzioni che hanno reso la città veneta un territorio dinamico e vivace sotto il profilo economico e culturale. Attraverso reperti dell'antico Egitto, tra cui sarcofagi, statue monumentali e oggetti preziosi, che verranno esposti nel grande salone della Basilica, sarà possibile un confronto tra l'operosità di Vicenza nel Rinascimento e Deir el-Medina, il villaggio egiziano in cui vissero gli artigiani che costruirono e decorarono le tombe reali della Valle dei Re e delle Regine, sulla sponda occidentale del Nilo, di fronte alla capitale Tebe".

"Curare e allestire la mostra “I creatori dell'Egitto eterno” ha comportato al nostro interno un'opera corale di studio – ha spiegato Christian Greco, direttore del Museo Egizio -. Si è trattato di un lavoro sugli archivi e sulla materialità degli oggetti. Il tutto per permettere al visitatore di intraprendere un viaggio nella Tebe del Nuovo Regno, di conoscere coloro che lavorarono nelle necropoli reali e comprendere quali fossero gli elementi iconografici e testuali che rendevano la tomba una “casa per l'eternità”, una dimensione nuova dove il sovrano poteva intraprendere il suo viaggio e iniziare la wehem meswt, la sua rinascita".

Installazioni multimediali e riproduzioni in 3D arricchiscono il percorso espositivo: tra le curiosità la storia in 3D del sarcofago dello scriba Butehamon, che restituisce al visitatore quasi una biografia dell’oggetto a partire dalla sua costruzione e l’istallazione multimediale che svela i segreti del Papiro della tomba del faraone Ramesse IV.

Il percorso espositivo, nel salone sotto la copertura a carena di nave rovesciata della Basilica, sarà diviso in due ampie sezioni. La prima illustra la vita terrena e la creazione dei capolavori millenari arrivati a Vicenza, la seconda è dedicata alla vita dopo la morte. Quattro i temi portanti. Si inizia con il focus Deir el-Medina e l’occidente di Tebe. Tebe è il nome con il quale i Greci chiamavano l’antica città egizia oggi nota come Luxor, la più importante città d’Egitto all’inizio del Nuovo Regno che si estendeva sulla riva orientale del Nilo (la sponda dei vivi, da cui sorgeva il sole ogni mattina), ricca di straordinari monumenti e templi. Sulla sponda occidentale del Nilo (quella dei morti, dietro cui il sole tramontava) Deir el-Medina ha ospitato gli artigiani dei faraoni con le loro famiglie per circa 500 anni, dall’inizio della XVIII Dinastia alla fine della XX Dinastia. Fondatori del villaggio venivano considerati il faraone Amenhotep I, la regina sua madre Ahmose Nefertari e il faraone Tuthmosi I, all’epoca del quale risalgono i primi resti archeologici attestati. Le statue di Ramesse II, della dea Meretseger, della dea Sekhmet, il naos di Seti I, i frammenti e gli altri oggetti esposti narrano la fondazione e la particolare dimensione religiosa di questi due siti.

La creazione del microcosmo racconta il momento della morte, quando, secondo gli Egizi, le diverse componenti della persona si separano: ecco quindi che il rituale funerario e la tomba forniscono lo spazio e gli strumenti per garantire il loro ricongiungimento e l’inizio della vita eterna. La rassegna presta particolare attenzione al processo di costruzione delle sontuose tombe reali, riportando strumenti, attrezzi e papiri con piante di edifici e studi di disegno: la loro struttura e decorazione rifletteva l’importanza del culto solare, nonché l’assimilazione del faraone al Sole in procinto di tramontare. Mentre la nostra società ha cercato di esorcizzare la morte, gli antichi egizi l’hanno interiorizzata, sviluppando un’industria funeraria fiorente, una vita proiettata nel mantenimento dell’esistenza dopo la morte. I lavoratori e gli artigiani vivevano, quindi, per il fine più nobile: preparare il sovrano alla vita nell’aldilà.

Il capitolo Lo splendore della vita offre un vivido spaccato della quotidianità della laboriosa comunità di Deir el-Medina, raccontandone le attività, le botteghe, ma anche le credenze religiose, speranze e paure, gli amori. Questa narrazione prende vita tra scene dipinte sulle pareti delle ricche tombe, stele decorati e ostraka (frammenti di vasi o schegge di pietra), oggetti di lusso e rarissimi strumenti musicali, in prestito sia dal Museo Egizio che dal Louvre. Questa sezione induce anche una riflessione sulla sorprendente modernità della produzione pittorica raggiunta dalla civiltà egizia, fatta di simboli e convenzioni figurative ben riconoscibili, ma anche ravvivata da tratti di freschezza e naturalismo.

Infine, la sezione incentrata su La vita dopo la morte: la morte fisica e il complesso rituale che seguiva era finalizzato a garantire la wehem meswt, la “nuova nascita” nell’aldilà. Accanto agli oggetti del ricco corredo funebre della regina Nefertari e al sarcofago antropoide di Khonsuirdis, che segnala in mostra la soglia verso l’aldilà, sono esposti affascinanti manufatti in faience turchese, come la coppa del Louvre o gli ushabti del faraone Seti I -statuette di piccoli servitori che avrebbero dovuto alleviare le sue fatiche nell’aldilà - o la straordinaria mummia con sarcofago di Tariri. A partire dalla componente materiale, la mostra ci svela come la tomba rispecchiasse la creazione di un cosmo alternativo. Il passaggio all’aldilà era, in sostanza, concepito come un metaverso: una realtà parallela che sovverte la dimensione spazio-temporale; un mondo in cui è ammesso solo il defunto, il quale si incammina in un viaggio ultraterreno,accompagnando il sole nel suo periplo.

A un mese dall'apertura sono già 10mila le prenotazioni e oltre 300 i gruppi che visiteranno la mostra.

 

 

Materiali stampa

www.mostreinbasilica.it/it/press-egitto

 

Ufficio stampa Museo Egizio

Sabina Prestipino: t. +39 0115617776; press@museoegizio.it

www.museoegizio.it

 

Ufficio stampa mostra

Marsilio Arte

Giovanna Ambrosano: t. +39 338 4546387; g.ambrosano@marsilioarte.it

www.marsilioarte.it

 

I creatori dell’Egitto eterno Scribi, artigiani e operai al servizio del faraone

Basilica Palladiana, Vicenza 22 dicembre 2022 - 7 maggio 2023

www.mostreinbasilica.it

 

Orari Tutti i giorni 10:00 – 18:00; chiuso lunedì

Aperture straordinarie

Lunedì 26 dicembre, ore 10:00 – 18:00

Lunedì 2 gennaio, ore 10:00 – 18:00

Lunedì 10 aprile, ore 10:00 – 18:00

Lunedì 24 aprile, ore 10:00 – 18:00

Lunedì 1 maggio, ore 10:00 – 18:00

 

Info

+39 0444326418 info@mostreinbasilica.it

www.mostreinbasilica.it

 

Call center prenotazioni e biglietteria (le prenotazioni sono obbligatorie per i gruppi) +39 0444 32 64 18 ; biglietteria@mostreinbasilica.it

da lunedì a venerdì 10:00-13:00 / 15:00-18:00

 

I biglietti sono acquistabili anche presso:

 

Ufficio IAT

Piazza Matteotti, 12

T. +39 0444 320854

iat@comune.vicenza.it

tutti i giorni 9:00-17.30

 

Ticketlandia

https://www.ticketlandia.com/m/i-creatori-dell-eterno-egitto-en

 

Tariffe biglietti (audioguida inclusa)

Singoli

Intero: € 13,00

Ridotto: € 11,00 (valido per over 65; studenti universitari con tesserino; convenzioni) Ridotto under 18: € 5,00 (valido per ragazzi da 11 a 17 anni)

Speciale aperto: € 16,00 (permette la visita alla mostra in ogni momento, senza necessità di fissare una data ed una fascia oraria precise. Acquistabile sia in biglietteria, che online. Consigliato anche come regalo)

Ingresso gratuito (valido per bambini da 0 a 10 anni (non in gruppo scolastico); giornalisti accreditati; accompagnatori di persone con disabilità); 1 accompagnatore per gruppo

 

Convenzioni speciali Il biglietto della mostra consente l’ingresso a tariffa agevolata e viceversa:

• Museo Egizio – Torino www.museoegizio.it

• Museo del Gioiello – Vicenza www.museodelgioiello.it

• Gallerie d’Italia – Vicenza www.gallerieditalia.com

 

Gruppi Adulti: € 11,00 (prezzo valido per gruppi di minimo 10 persone. È prevista la gratuità per un accompagnatore per gruppo)

Scuole: € 5,00 a studente (prezzo valido a studente. Sono previste gratuità per 2 accompagnatori per classe)

 

Biglietti combinati:

Biglietto Vicenza Card intero + biglietto mostra a € 28 (anziché 33)

Biglietto Vicenza Card ridotto + biglietto mostra a € 24 (anziché 28)

 

Le tariffe ridotte o gratuite sono applicabili solo presentando un documento, tessera o badge valido e non scaduto che ne attesti il diritto.

 

Diritto di prevendita € 1,50. Sono escluse dal costo della prevendita le scuole.

 

Visite guidate

Visite guidate € 100 in italiano; € 120 in inglese

Visite guidate per le scolaresche € 80; € 90 in inglese

Visite guidate + laboratorio € 90; in inglese € 100

Visite guidate + laboratorio lungo € 120

 

Per informazioni scrivere a biglietteria@mostreinbasilica.it

 

Social Facebook: @mostreinbasilicapalladiana @cittadivicenza @museicivicivicenza @marsilioarte Instagram: @mostreinbasilica @comunedivicenza @museivicenza @marsilioarte

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Documenti allegati

Audio

Lun02

Galleria fotografica

_Stele dedicata ad Amenhotep I e Ahmose Nefertari Cassetta per ushabti dell’Intendente e Direttore della Festa di Amon Djehutyhotep Ostrakon dedicato dal Delegato della Squadra Amenkhau alla dea serpente Meretseger Elemento di mobile Papiro con esercizi di disegno Pyramidion dello Scriba Reale Ramose Sarcofago antropoide di Khonsuirdis Statua della dea serpente Meretseger Stele con orecchie dedicata da Usersatet alla dea Nebethetep Stele dedicata alla dea serpente Meretseger Stele dedicata da Smen, al fratello Mekhimontu e a sua moglie Nubemusekhet Stele dedicata dall’artigiano Penmennefer a Ptah Ushabti della Signora della Casa Taysen Ushabti dello Scriba Reale del Signore delle Due Terre Amennakht Vasi raffiguranti Bes Sarcofago della Signora della Casa Tariri Da sinistra: Rucco, Siotto, Coppola, Greco Greco Da sinistra: Rucco, Siotto Credit_Federico Taverni Credit_Federico Taverni Credit_Federico Taverni Credit_Federico Taverni

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