Comune di Vicenza

Vicenza: città patrimonio dell'Unesco

08/03/2022

"Battesimo di Cristo" di Bellini, è iniziato il restauro in memoria di Paolo Marzotto

Si concluderà il 25 maggio 2022

Inizia oggi l’intervento di restauro al "Battesimo di Cristo" di Giovanni Bellini, conservato nella chiesa di Santa Corona, in ricordo della scomparsa di Paolo Marzotto.

Il restauro, infatti, è possibile grazie alla sensibilità di Caroline Marzotto che ha espresso il desiderio di ricordare il marito, scomparso due anni fa, attraverso iniziative culturali per la città di Vicenza alla quale era particolarmente affezionato.

La Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio in questi anni, con la direzione dei Musei civici, ha effettuato un attento monitoraggio del dipinto su cui ha rilevato distacchi e lacune tali da rendere necessario un intervento conservativo. Ad eseguirlo sarà Egidio Arlango subentrato a Francesca Faleschini, ritiratasi per ragioni personali.

La sponsorizzazione tecnica riguarderà non solo la tavola, ma anche l'altare Garzadori in cui l’opera è collocata.

"Finalmente riusciamo ad intervenire su una delle opere più ammirate del patrimonio della città e dall’importante valore storico artistico – dichiara l’assessore alla cultura Simona Siotto -. Dopo l’annuncio dell’intenzione di avviare il restauro grazie alla generosità di Caroline Marzotto, è stato purtroppo impossibile avviare l’intervento fino ad oggi, per inconvenienti dovuti alla pandemia. Il Battesimo di Cristo di Bellini ritornerà ad essere ammirato il 25 maggio in occasione dell’anniversario della scomparsa di Paolo Marzotto”.

Durante il restauro la chiesa resterà aperta con i consueti orari (dal martedì alle domenica dalle 9 alle 17); l’area interessata dal restauro, secondo le vigenti norme di sicurezza, sarà opportunamente transennata.

L’ultimo intervento di restauro completo del dipinto su tavola di Giovani Bellini risale al 2010. Questo intervento manutentivo tenderà a ristabilire le proprietà di supporto strutturali del dipinto con particolare attenzione alle parti lese, ricostituendo successivamente l’aspetto estetico. In accordo con la Soprintendenza si è ritenuto opportuno intervenire filologicamente e tecnicamente con metodologie e materiali analoghi all’ultimo restauro eseguito.

Per quanto riguarda l'altare Garzadori, manufatto marmoreo di grandi dimensioni che si presenta oscurato da deposito di particolato, si prevedono operazioni di manutenzione estetica e conservativa.

L'altare Garzadori fu realizzato come voto da parte di Battista Graziano Garzadori che a fine Quattrocento, partito da Venezia, si recò in pellegrinaggio in Terrasanta: sulle sponde del fiume Giordano invocò protezione nel viaggio di ritorno. Arrivato a Venezia nel 1500 commissionò la realizzazione dell'altare a Rocco da Vicenza, completato poi dalla bottega dei lapicidi di Pedemuro San Biagio. Al pittore veneziano Giovanni Bellini fu chiesto di dipingere la tavola, realizzata tra 1502 e il 1505, che raffigura Cristo con Giovanni Battista, a sinistra, mentre lo battezza. A destra ci sono tre figure angeliche con abiti dai colori sgargianti che rappresentano le tre virtù teologali (Fede, Speranza, Carità), probabilmente i ritratti delle tre figlie di Garzadori. In alto poi è rappresentato Dio Padre tra cherubini e serafini con la colomba dello Spirito Santo. Nel dipinto si legge la firma del pittore, contenuta in un cartiglio. La scena ha sullo sfondo un paesaggio che rimanda, più che alla Terrasanta, alla campagna veneta, quella conosciuta dal pittore.

 

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