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04/10/2017

Più di 200 giornalisti oggi alla vernice per la stampa della mostra su Van Gogh

Sindaco Variati: “Qui sperimenterete un'emozione nell'emozione”

“Un'emozione nell'emozione”. Così il sindaco d Vicenza Achille Variati ha definito la mostra “Van Gogh. Tra il grano e il cielo”, davanti a oltre 200 giornalisti e operatori della comunicazione intervenuti alla vernice per la stampa dell'esposizione che, curata da Marco Goldin e promossa da Comune di Vicenza e Linea d'ombra, aprirà al pubblico in Basilica palladiana dal 7 ottobre fino all'8 aprile 2018.

“L'emozione – ha proseguito il sindaco Variati – sarà quella suscitata da opere straordinarie, presentate all'interno di un monumento a sua volta emozionante per l'armonia che Palladio ha voluto lasciare a chi è venuto dopo di lui. Questo offriremo a chi verrà a visitare una mostra che ritengo essere anche un atto di democrazia, in quanto opportunità offerta anche ai cittadini che non possono permettersi costosi viaggi per andare ad ammirare nei grandi musei stranieri i capolavori che presenta. Qui tutti potranno vivere la propria personale emozione. Qui, ovvero in una delle più belle città rinascimentali che ha saputo fare della bellezza uno strumento amministrativo, grazie in particolare all'impegno del vicesindaco Jacopo Bulgarini d'Elci”.

“Quando cinque anni fa – ha aggiunto il vicesindaco e assessore alla crescita Jacopo Bulgarini d'Elci – abbiamo riaperto la Basilica, sapevamo che non volevamo semplicemente rendere visitabile un monumento restaurato, per quanto straordinario, ma volevamo animarlo di cose, di vita, di persone, di scintille di creatività e di elementi di formazione, di cultura, di educazione. Con questo obiettivo abbiamo lavorato in questi cinque anni non solo sulla Basilica, in particolare con il ciclo delle grandi mostre affidate a Marco Goldin, ma anche sugli altri grandi monumenti cittadini. Ciò ha significato collocare con più forza Vicenza nella mappa dei desideri dei viaggiatori del nostro tempo, ma anche dar vita a forme di economia della cultura, dell'arte e del bello a cui eravamo poco abituati e che ci stanno dando enormi soddisfazioni: visitatori in aumento del 30% nell'ultimo quinquennio, incassi cresciuti del 50 % in 4 anni, 1 milione mezzo di visitatori della sola Basilica dalla sua riapertura, nell'ottobre del 2012”.

La parola è quindi passata a Marco Goldin e a Van Gogh che – ha detto il curatore - “ho preso dalla parte dell'anima”.

 

VAN GOGH A VICENZA.
NON SOLO UNA GRANDE MOSTRA SUL GENIO OLANDESE

Goldin illustra il “Progetto Van Gogh”: l’esposizione, una nuova edizione critica delle “Lettere”, un film originale, uno spettacolo destinato a girare i teatri italiani, una mostra di Matteo Massagrande. E un allestimento che propone l’emozione di un viaggio.

Mostra promossa da Comune di Vicenza e Linea d’ombra, prodotta e organizzata da Linea d’ombra, main sponsor Segafredo Zanetti.

Van Gogh è il protagonista della grande esposizione a lui dedicata dal 7 ottobre all’8 aprile 2018 nella Basilica Palladiana di Vicenza.

Ma, intorno a questa mostra senza eguali, il curatore Marco Goldin ha ideato un più articolato “Progetto Van Gogh” che fa della grande esposizione il suo fulcro, ma che si declina anche in altre, diverse e originali forme.

La mostra in Basilica - sottolinea Goldin - , attraverso 129 opere in totale (43 dipinti e 86 disegni), delinea l’intero percorso artistico di Vincent van Gogh, dai disegni di esordio assoluto al tempo del Borinage in Belgio nel 1880, quando svolgeva la funzione di predicatore laico per i minatori della zona, fino ai quadri conclusivi con i campi di grano realizzati a Auvers-sur-Oise nel luglio del 1890, pochi giorni prima di suicidarsi. Accanto alle opere di Van Gogh, per utili e puntuali confronti, si incontreranno il Seminatore di Jean-François Millet e alcuni dipinti dei pittori della Scuola dell’Aia, che il giovane Vincent guardava con ammirazione, da Israëls ai Maris.

La mostra si svolge grazie al fondamentale contributo del Kröller-Müller Museum di Otterlo, uno dei due veri santuari dell’opera vangoghiana nel mondo. Il museo olandese, la cui collezione raggiunge una qualità a dir poco superba, presta infatti oltre cento delle opere di Van Gogh in arrivo a Vicenza. Un’altra decina di istituzioni e collezioni private poi, aggiungono capolavori per sigillare l’intero percorso, a cominciare dalla versione da Vincent più amata de Il ponte di Langlois (1888), una tra le immagini simbolo della sua parabola artistica e per questa occasione concessa eccezionalmente dal museo di Colonia. Quadro che Goldin ha eletto a manifesto dell’esposizione.

Sin qui la grande mostra. Ma il “Progetto Van Gogh” offre anche ulteriori opportunità di non minore rilievo.

A partire dalla pubblicazione, a cura di Marco Goldin e Silvia Zancanella, per le edizioni di Linea d’ombra, delle “Lettere”, una monografia che si pone come fondamentale apporto all’esposizione vicentina, anche perché la scelta è caduta sulle lettere che parlano delle opere in esposizione nella Basilica Palladiana.

“La mostra, al di là della vastissima presenza di opere, l’ho pensata – afferma Goldin - anche come la precisa ricostruzione della vita di Vincent van Gogh, seguendolo non solo nei dieci anni che vanno dal 1880 al 1890, ma anche nel decennio precedente, quello che prepara l’attività artistica. In questo senso, di fondamentale importanza è stata per me la rilettura, e il nuovo studio, delle lettere, soprattutto all’amato fratello Théo. Anche quelle scritte dal 1872 all’estate del 1880, quando da Cuesmes in Belgio annuncia, appunto a Théo, di voler diventare un artista. E’ il tempo dei suoi vagabondaggi, per i vari tentativi, e fallimenti, tra lavoro e aspirazioni teologiche, tra Olanda, Inghilterra, Francia e Belgio. Prima del suo percorso vero e proprio tra Brabante olandese e Francia, da Parigi, alla Provenza a Auvers. Per questo motivo abbiamo editato un nuovo libro, che accompagnerà la mostra, con cento lettere appositamente tradotte, includendo prima di tutto quelle che riguardano le opere esposte, oltre ad alcune altre fondamentali per la storia di Van Gogh”.

Un’ulteriore sottolineatura riguarda l’allestimento della grande rassegna: è stato pensato come un “viaggio”.

“Negli spazi ampi e meravigliosi della Basilica Palladiana a Vicenza, la mostra si snoda – sottolinea il curatore - come un vero e proprio viaggio anche nei luoghi nei quali Vincent ha vissuto: il Borinage, Etten, l’Aia, il Drenthe, Nuenen, Parigi, Arles, Saint-Rémy e Auvers-sur-Oise. Al di là delle lettere che faranno da contrappunto ai singoli momenti, certamente uno dei punti di maggior fascino è la sala nella quale, attraverso un grande plastico di 20 metri quadrati, è stato ricostruito alla perfezione – architetture romaniche e orti e giardini e sullo sfondo la catena delle Alpilles – l’istituto di cura per malattie mentali di Saint-Paul-de-Mausole a Saint-Rémy, il luogo nel quale Van Gogh sceglie di farsi ricoverare da maggio 1889 a maggio 1890. A essere proposta è un’immersione in un luogo sì di sofferenza ma nel quale, e attorno al quale, il pittore ha generato tanta bellezza”.

Nel “Progetto Van Gogh a Vicenza”, rientra anche un film originale, appositamente creato sulla vita e l’opera di Van Gogh.

A proposito del film Marco Goldin evidenzia: “Van Gogh. Storia di una vita – questo il titolo del film - ha la durata di un’ora e viene proiettato in una vera e propria sala cinema, studiata in ogni dettaglio tecnico e funzionale, all’interno della Basilica Palladiana, come ultima, grande stanza del percorso espositivo. E’ stato per me entusiasmante – continua Goldin - realizzare questo mio primo film documentario, arricchito dalle meravigliose immagini che abbiamo girato in tutti i luoghi di Van Gogh, tra Provenza e Auvers. Un film destinato a vivere come un prodotto anche slegato dalla mostra e per questo lo abbiamo raccolto in un dvd in vendita, unito a tante foto del backstage”.

Si sono intanto concluse con un successo davvero entusiasmante e con un pubblico commosso, le quattro serate di proiezione in anteprima di questo film, avvenute nei teatri di Vicenza (25 settembre), Verona (26 settembre), Padova (27 settembre) e Treviso (28 settembre).

Dall’arte alle lettere, dal cinema al teatro. Per tornare nuovamente all’arte con i quadri di Matteo Massagrande.

“Per un anno e mezzo mi sono aggirato prima attorno, e poi sempre più dentro, la vita e l’opera di Van Gogh”, scrive Goldin. “Nella scorsa primavera, mentre mettevo mano a uno spettacolo teatrale sulla sua storia, e che vedrà la luce sul finire del 2018, ho scritto, proprio per questo spettacolo, il breve monologo che l’attore che impersonerà Vincent sul palcoscenico reciterà sotto un ultimo albero della vita, accanto a un ultimo campo di grano. Gli ho dato come titolo Canto dolente d’amore (l’ultimo giorno di Van Gogh), ed è il movimento straziato di un’anima che avrebbe voluto amare e mai ha potuto esprimere invece la grandezza di questo amore. Un testo che ovviamente trae spunto da alcuni passaggi di vita contenuti nelle lettere a Théo. Sono davvero brandelli d’anima e di cuore, occhi sgranati sul mondo. Tempo dopo averlo scritto, ho provato il desiderio che un pittore potesse non illustrarne alcune scene, ma traendovi spunto desse loro una temperatura insieme d’anima e di colore. Allora ho chiamato un artista che stimo molto, Matteo Massagrande, e gli ho mandato il testo, dicendogli solo: “Matteo, non aggiungo altro a quello che ho scritto, non ti spiego, non ti chiedo di illustrare una scena piuttosto che un’altra, falla diventare, se ti va, la tua storia. Io l’ho scritta, tu la dipingerai. Come vorrai”. Ecco, così effettivamente è stato, ed è nata pertanto una mostra, fatta di qualche decina di studi preparatori e di sette quadri finali. Li possiamo ammirare nella sala successiva all’ultima dell’esposizione dedicata a Van Gogh, sempre in Basilica Palladiana, prima della sala cinema. Chi mi conosce, sa che amo da sempre scoprire come la pittura contemporanea di qualità possa dialogare con la pittura dei secoli passati. Una volta ancora, ho voluto farlo. E un libro ne resterà quale testimonianza”.

Per informazioni:
www.lineadombra.it

Galleria fotografica

ATTENZIONE: La notizia si riferisce alla data di pubblicazione indicata in alto. Le informazioni contenute possono pertanto subire variazioni nel tempo, non registrate in questa pagina, ma in comunicazioni successive.

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