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30/06/2017

Area archeologica della Basilica palladiana, da domani al via le visite guidate

Alla scoperta della Vicenza sotterranea

Questa mattina il sindaco Achille Variati, il vicesindaco e assessore alla crescita Jacopo Bulgarini d'Elci e l'assessore alla cura urbana Cristina Balbi hanno presentato il nuovo percorso di visita dell'area archeologica della Basilica Palladiana, che prenderà il via a partire da domani, sabato 1 luglio.

Erano presenti anche Fabrizio Magani, soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le Province di Verona, Rovigo e Vicenza, Fausta Bressani, direttore dell'Unità organizzativa Promozione e Valorizzazione culturale della Regione Veneto, e Cinzia Rossignoli, funzionario archeologo responsabile della tutela della città di Vicenza e del Vicentino della Soprintendenza e alcuni referenti di Ardea associazione per la didattica museale.

Le amministrazioni comunali, compresa quella che ci ha preceduto, hanno preso coscienza dell'importanza di investire in questo luogo così straordinario che ci continua a dare tante soddisfazioni – ha dichiarato il sindaco Achille Variati –. Un milione e mezzo di accessi in Basilica palladiana a partire dalla sua riapertura nell'ottobre del 2012 è un numero che parla da solo. La Basilica è diventato un punto di riferimento per i cittadini, anche in termini di identità, da vivere appieno. Per troppi anni è stata vista solo da fuori. Cambiando la modalità di fruizione di questo importante monumento, è cambiata anche la concezione della piazza: da mero luogo di attraversamento, per andare da una parte all'altra della città, è diventato un punto di incontro e ritrovo dei cittadini. L'inaugurazione odierna dell'area archeologica all'interno della Basilica è un ulteriore tassello che va a completare la bellezza e la complessità del ruolo del simbolo della nostra città. Ringrazio, pertanto, i miei assessori per il loro lavoro all'interno di un contesto monumentale così delicato oltre alla Sorprintendenza e alla Regione che non hanno mancato di offrire il loro prezioso apporto nel realizzare questo importante restauro che offre ai vicentini e ai turisti una nuova occasione per conoscere la storia di Vicenza”.

Ringrazio il settore dei Lavori pubblici e manutenzione del Comune che ha seguito attentamente sia il cantiere che il progetto – ha precisato il vicesindaco e assessore alla crescita Jacopo Bulgarini d'Elci –, la Regione Veneto che ha erogato un importante finanziamento che ci ha consentito di valorizzare ulteriormente la Basilica palladiana e la parte archeologica della Soprintendenza per aver compiuto un lavoro paziente, costante e importante nel rispetto della nostra elaborazione del progetto e nello studio delle modalità di gestione di questo spazio in sinergia con il settore dei Musei di Vicenza. Tutto ciò ci consente di restituire alla città un ulteriore tassello di questa incredibile macchina delle emozioni che è la Basilica palladiana. Siamo abituati ad esplorarla in altezza e, quindi, ad accedere attraverso i secoli alla scoperta della storia del capoluogo dell'epoca rinascimentale; adesso la esploreremo a partire dalle radici e, quindi, dalla Vicenza arrcheologica romana, che costituisce una delle tante attrattive della nostra città che merita di essere valorizzata compiutamente”.

Il progetto su cui si sono basati i lavori è un ottimo esempio di collaborazione e sinergia tra il settore Lavori pubblici e manutenzione del Comune e la Soprintendenza – ha puntualizzato l'assessore alla cura urbana Cristina Balbi –. Abbiamo fatto in modo che questi lavori fossero funzionali a spiegare bene il percorso di visita dell'area. Ringrazio la Regione Veneto che ha messo a disposizione 140 mila euro per il progetto, senza i quali non avremmo potuto operare. Ci piacerebbe portare a termina anche il secondo stralcio del progetto, del valore di 180 mila euro, che riguarderà il completamento e l'allestimento di una sala polifunzionale”.

Il progetto di recupero e valorizzazione dell'area archeologica che si trova sotto le fondamenta dell'edificio Palladiano – del valore complessivo di 380 mila euro – è stato reso possibile grazie ai Fondi FSC Veneto 2007-2013 per interventi di conservazione, fruizione dei beni culturali e promozione di attività ed eventi culturali, promossi dalla Regione Veneto e con il cofinanziamento del Comune di Vicenza, per un importo di 200 mila euro (coperti per 140 mila euro dal finanziamento regionale e per 60 mila euro da fondi del piano triennale delle opere pubbliche del Comune).

Grazie a una convenzione siglata nel 2015 tra Comune di Vicenza e Soprintendenza, è stato dato il via a una sinergia nella progettazione dell’allestimento e valorizzazione dell'area a cura degli uffici tecnici del settore lavori pubblici e manutenzioni e del settore Urbanistica del Comune di Vicenza e della Soprintendenza, che ne ha condotto la direzione scientifica e la direzione dei lavori.

I lavori, avviati nell'aprile 2016 - a cura delle ditte Cromia srl per il restauro delle strutture archeologiche, Ott Art srl in associazione con la ditta Fiel spa per l’allestimento museale, gli impianti elettrici e speciali, Gaetano Paolin spa per i lavori di adeguamento dell’impianto di climatizzazione -, si sono conclusi nella primavera di quest'anno.

Un secondo stralcio del progetto, del valore di 180 mila euro da finanziarsi successivamente, riguarderà invece il completamento e l'allestimento dell'attigua sala polifunzionale che ospiterà attività culturali legate all'area archeologica.

L'area archeologica – che sarà inaugurata oggi pomeriggio alle 17 alla presenza del sindaco Achille Variati e del soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Verona, Rovigo e Vicenza Fabrizio Magani – ha un'estensione di circa 150 metri quadrati ed è dotata di una passerella di visita che si affaccia direttamente sui resti, con inserti a pavimento in vetro trasparente che permettono di apprezzare quanto rimane della strada romana.

L'area è dotata di impianto di climatizzazione che consente di mantenere costanti temperatura e umidità a fini conservativi, di un sistema di allarme antintrusione, videosorveglianza e di rilevazione incendi, nonché di un impianto illuminotecnico con luci d'accento e d'ambiente a led di nuova generazione e ad accensioni differenziate.

Le vetrate sono state opportunamente schermate per filtrare i raggi ultravioletti e infrarossi in modo da garantire la corretta conservazione dei resi antichi.

Strutture e superfici sono state oggetto di un accurato restauro conservativo, completato con interventi di integrazione e ricomposizione volti a facilitare la lettura dei resti.

Percorso espositivo

Il percorso espositivo, considerata la densità e la complessità del deposito archeologico, è stato progettato per un accesso con visite guidate a cura di personale qualificato, con un apparato didattico essenziale articolato in titoli, sottotitoli e didascalie, anche in lingua inglese.

Il risalto maggiore è stato dato all'epoca romana, che risulta essere la migliore conservata, anche attraverso un apparato illustrativo costituito da scenografiche quinte a parete che ricostruiscono filologicamente l'aspetto urbano di questo settore della città.

Una grande mappa urbana evidenzia le numerose altre aree archeologiche visitabili di Vicenza, proponendo un percorso tematico di cui quest'area rappresenterà la prima tappa e il Museo Archeologico Naturalistico l'ideale completamento.

La visita permette di apprezzare non solo le strutture antiche conservate, ma anche una selezione dei materiali archeologici recuperati nel corso dello scavo, esposti in alcune vetrine dedicate rispettivamente all'età protostorica (VII-II secolo a.C.), all'epoca di romanizzazione (II-I secolo a.C.) e all'età romana e tardo-romana (I-V secolo d.C.).

Una vetrina dedicata, posizionata in corrispondenza della ricostruzione della sepoltura, ospita la preziosa croce d'oro longobarda.

Per l'organizzazione delle visite all'area archeologica è stata stipulata un'apposita convenzione tra l'assessorato alla crescita e l'associazione Ardea, i cui operatori hanno seguito un corso di formazione organizzato dalla Soprintendenza.

Le visite - per un minimo di 10 e un massimo di 25 persone - saranno possibili, solo su prenotazione, a partire da sabato 1 luglio, nei seguenti giorni (per il periodo estivo): il martedì e giovedì dalle 10 alle 12, il sabato e la domenica dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 20. In via eccezionale, sabato 1 luglio l'area archeologica si potrà visitare senza prenotazione.

La durata della visita è di circa 30 minuti e il costo di 2 euro per gli adulti mentre di 1 euro per i minori di 18 anni; è gratuito per gli accompagnatori di gruppi.

Per prenotazioni: Ardea associazione per la didattica museale, 347 3938172, ardeaarcheo@gmail.com e athena_el@yahoo.it.

 

Ricostruzione storica

Durante l'esecuzione dei lavori di restauro della Basilica Palladiana, alcuni sondaggi effettuati a febbraio 2008 nella corte dei Bissari hanno inaspettatamente rilevato che una fascia di terreno a ridosso delle fondazioni della Domus Comestabilis, della larghezza di 4 metri circa per 20 metri circa di lunghezza, era stata risparmiata dalla realizzazione di un grande interrato in corrispondenza della Corte dei Bissari dopo la costruzione, negli anni 1952-53, dell'attuale palazzo degli Uffici.

La Soprintendenza ai Beni Archeologici del Veneto (dal 2016 Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Verona, Rovigo e Vicenza) ritenne necessario condurre un vero e proprio intervento di scavo dal momento che l’area in questione rivestiva un grandissimo interesse sotto il profilo storico-archeologico. Si trattava, infatti, dell'unico tratto residuo di raccordo tra piazza dei Signori e piazza delle Erbe nel quale poteva essere possibile recuperare dati preziosi per la conoscenza delle vicende insediative più antiche del centro urbano in tale zona.

Lo scavo archeologico, reso possibile grazie alla Fondazione Cariverona e condotto in pieno accordo con il Comune (committente dei lavori di restauro della Basilica Palladiana), ebbe inizio a giugno 2008 e, interessando anche altri settori limitrofi e con alcune interruzioni, proseguì fino al 2013.

L’area archeologica è situata nella parte centrale dell'attuale contesto urbano, così come di quello medievale: ci troviamo, inoltre, in un settore centrale del contesto abitativo della città romana, caratterizzato da un’edilizia civile di buon livello e a breve distanza dal Foro, centro politico, economico e religioso della città. Lo scavo archeologico ha messo in luce contesti di epoca preromana, strutture e stratigrafie pertinenti alla città romana ed evidenze di epoca altomedievale e medievale. I resti visibili sono imperniati su un elemento urbanisticamente rilevante: un asse stradale nord-sud, parte del reticolo viario del centro urbano di Vicetia, pavimentato con basoli di trachite, provvisto di un marciapiede e di una grande cloaca centrale. Sul lato ovest della strada prospettava un isolato residenziale a carattere signorile, con resti di pavimentazioni a mosaico, che declinava con pendenza abbastanza accentuata da nord a sud.

Le indagini archeologiche hanno portato in luce anche resti più antichi della porzione di isolato romano apprezzabile nell'area: alcuni approfondimenti hanno infatti messo in luce un piccolo settore dell’abitato preromano, attestato a partire almeno dal VII sec. a.C. e fino all'età romana, con resti di abitazioni costruite in materiale deperibile; ad una di queste, databile al II-I secolo a.C., apparteneva un grande dolio per conservare derrate alimentari e un gruppo di piccoli vasi sepolti a scopo propiziatorio.

Più vicini a noi nella linea del tempo sono invece i resti di una sepoltura di epoca longobarda, purtroppo pesantemente intaccata dalla posa di una condotta fognaria degli anni '50 del XX secolo, costituita da una "cassa" di mattoni romani di riutilizzo e provvista di corredo, di cui resta una preziosa crocetta in lamina aurea decorata a sbalzo, che consente di datare la sepoltura nella prima metà del VII secolo d.C.

Appartiene, infine, all'epoca rinascimentale una cloaca voltata in muratura costruita sotto uno dei pilastri di fondazione della Domus Comestabilis.

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