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06/09/2016

Vicenza in lirica, il Vespro della Beata Vergine di Claudio Monteverdi

Domani, mercoledì 7 settembre, alle 21 al Teatro Olimpico

La Pifarescha

Il Vespro della Beata Vergine è una delle pagine più note e celebrate della musica sacra. La genialità
infatti tutta monteverdiana di innestare all'interno dell'ufficio liturgico (ricordiamo il Vespro essere una delle Ore maggiori dell'ufficio, lo si recita la sera prima della Compieta) una creazione contraddistinta da molteplici chiavi di lettura, non manca ad ogni sua esecuzione di suscitare attenzione e curiosità e proprio per tutte queste motivazioni si colloca quale nono e centrale appuntamento del Festival “Vicenza in Lirica” organizzato ed ideato dall'associazione "Concetto Armonico" con il sostegno e l'ospitalità    dell'assessorato alla crescita del Comune di Vicenza e delle Gallerie d'Italia - Palazzo Leoni Montanari.
In questa particolare edizione la “Schola San Rocco” si presenterà, mercoledì 7 settembre alle 21 al Teatro Olimpico, in un complesso ed articolato organico che verrà disposto ad arte nella ‘macchina di suono’ progettata dal Palladio, ed affiancato da noti artisti giunti da tutta Europa, quali il celebrato gruppo di ottoni antichi europeo “La Pifarescha” (per l’occasione in formazione con William Dongois, Núria Sanromà Gabàs, cornetti e Ermes Giussani, David Yacus e Mauro Morini, tromboni) le stelle italiane Roberto Loreggian all’organo, Cristiano Contadin alla viola da gamba, Tiziano Bagnati alla tiorba, ed il gruppo di solisti, appositamente scelti dal maestro Francesco Erle, per una serata che vuole ben celebrare il capolavoro di Monteverdi.
Un appuntamento centrale e di tutto interesse storico e musicologico per il Festival che porta, per
la prima volta al Teatro Olimpico, una partitura che ne condivide teatralmente ed artisticamente il
medesimo 'sentire'.
Impossibile infatti non avvertire l'impalpabile ed emozionale legame che lega al capolavoro
Palladiano ed alle illusioni prospettiche sperimentate dallo Scamozzi, un altro tipo di sperimentazione che, attraverso il mero ascolto musicale, ci tiene strettamente avvinti, guidandoci verso un percorso spirituale tanto intenso quanto straniante.

 

Programma

Claudio Monteverdi (1567-1643), Vespro della Beata Vergine, da concerto, composto sopra canti fermi, pubblicato nel 1610

Schola S. Rocco
SOLI
Giulia Bolcato, Giovanna Damian, soprani
Andrea Gavagnin, controtenore
Massimo Altieri, Alberto Allegrezza, Enrico Imbalzano, tenori
Fulvio Fonzi, Luigi Marasca, bassi
SOPRANI
Alessandra Bertazzo, Alice Fraccari, Cristina Damian, Flavia Morisi, Irene Maria Giussani,
Nicoletta Possente.
In Ripieno: Elisa Piazza, Emanuela Bussolaro, Isabella Beni, Katarina Vukadinovic, Laura
Caroniti, Maria Grazia Caristi, Stefania Cazzavillan
ALTI
Claudia Graziadei, Donata Zambon, Ilaria Balbo, Luisa Mogentale, Raffaela Bellato.
In Ripieno: Alessandra Milan, Aurora Borneo, Chiara Casarotto, Elisabetta Novello,
Elisabetta Rosset, Marina Cecchinato, Miriam Callegaro, Nicoletta Tretto, Rita Carmignan,
Sofia Lupi, Valentina Ferrarin
TENORI
Carlo Timillero, Enrico Arten, Fabrizio Longo, Gabriele Lombardo, Giuseppe Chiarello,
Marco Gasparini, Riccardo Ceron
In Ripieno: Bruno Tagliaferro, Diego Pomarè Montin, Fabio Lotto, Michele Montemezzo,
Mirto Testolin,
BASSI
Federico Timillero, Marco Baradello,
In Ripieno: Massimo Bardin, Matteo Rossi, Mauro Ongaro, Renato de Momi
Tiziano Bagnati, Tiorba
Cristiano Contadin, Viola da Gamba
Roberto Loreggian, Organo
Maria Ines Zanovello, Stefano Favretto, Violino
Arrigo Pietrobon, Federico Zaltron, Flauto dolce
Marco Casonato, Viola da gamba
Luca Dal Cortivo, Dulciana
Enrico Ruberti, Violone

La Pifarescha
William Dongois, Nùria Samromà Gabàs, Cornetto
Ermes Giussani, David Yacus, Mauro Morini, Tromboni

Francesco Erle, concertatore e direttore


Schola San Rocco
Fondata nel 1993, l’ensemble ha un’intensa attività concertistica in Italia e all’Estero, capace di un repertorio ampio ed impegnativo. Ha collaborato e collabora con compositori (Morricone, Hersant, Bonato, Priori, Troncon, Valtinoni), direttori d’orchestra (Schiff, Spierer, Muus, Andretta, Rigon), solisti (Schiff, Brunello, Pirgu, Nakajima, Bertagnolli), registi (De Bosio, Mentha, De Fusco, Michieletto, Gandini, Cuppone, Patarino) ed importanti orchestre (Cappella Andrea Barca, Orchestra da Camera di Padova e del Veneto, Orchestra del Teatro Olimpico, Streicher Akademie Bozen, Accademia di San Rocco, Filarmonia Veneta, Orchestra Monteverdi, Il Tempio Armonico, Archicembalo Ensemble). La Schola San Rocco ha ottenuto importanti riconoscimenti da parte della
critica specializzata, in particolare per le incisioni dei “Chori per Edipo Tiranno” di Gabrieli, “Metabolè”,
“Missa Jazz” di Impulliti, “Messiah” di Händel, “Choral Fireworks”, “W.Dalla Vecchia: Opere Sacre”.
Fra gli ultimi successi da segnalare la partecipazione Festival di Steyr (Austria), Biennale Musica di Venezia, Festival “Lo spirito della musica”del Teatro “La Fenice”, Bologna Festival, New Year Music Festival in Gstaad (Svizzera).

La Pifarescha nasce come formazione di Alta cappella, organico strumentale di fiati e percussioni
diffuso con il nome di “Piffari” e ampiamente celebrato in tutta l’Europa del Medioevo e del
Rinascimento. I Piffari erano attivi sia autonomamente che in appoggio ad altri organici strumentali, vocali, o gruppi di danza. La Pifarescha unisce ed alterna le ricche ed incisive sonorità dell' “alta” con quelle più morbide della “bassa cappella”, attraverso l'utilizzo di un ampio strumentario: tromboni, cornetti, trombe, bombarde, cornamuse, ghironda, dulciana, flauti, viella, viola da gamba, percussioni, salterio e molti altri. Inoltre, segue la progressiva evoluzione che porterà il gruppo di alta cappella a trasformarsi nel consort nobile per eccellenza tra Rinascimento e Barocco: i “cornetti e tromboni”. Questa formazione, ormai profondamente mutata pur mantenendo spesso il vecchio nome di piffari, diventa un'altra caratteristica distintiva delle possibilità di organico de La Pifarescha, e viene ulteriormente ampliata con l'integrazione di strumenti a tastiera, archi e voci, in piena aderenza con i canoni estetico-stilistici del repertorio del XVI e XVII secolo. Attiva in vari settori dello spettacolo e presente in importanti Festival Internazionali, La Pifarescha ha inciso per CPO, Classic Voice, Dynamic e Arts.

Francesco Erle, dopo gli studi con E. Mabilia e G. Gorini in Pianoforte, si diploma in Composizione
cum laude studiando con W. Dalla Vecchia e con B. Coltro. Intreccia attività di compositore e direttore
curando prime esecuzioni (tra cui di Rovetta, Galuppi, Malipiero, Dalla Vecchia, Morricone),
ricostruzioni e edizioni (tra cui Cetra di Vivaldi, Messa di Pergolesi, opera Marina di Malombra di
M.E.Bossi assieme a P.Valtinoni, Sinfonia e Cori per Edipo di G.Pacini per Accademia Olimpica) incisioni (tra cui il fortunato Metabolè con S. Tasca, Messiah con S.Pirgu, Musica della Pietra con M. Brunello, Opere Sacre di Dalla Vecchia), commissioni e esecuzioni, composizione e incisione di musica per mostre, musiche di scena. Ha scritto per il teatro musicale con “Il Gioco del Palazzo” di H. Burns, gli spettacoli ideati con R.Cuppone e M. Zocchetta “Pigafetta: in fines orbis terrae exivit sonus eorum”, e “Odisseo”, entrambi con grande successo di pubblico e critica sia per le musiche che per la direzione musicale. Insegna al Conservatorio di Venezia dedicandosi molto a didattica e produzione, come per "Musica sull'acqua", o per la prima esecuzione della inedita Messa per Quattro cori di G. Legrenzi e “Passio Venetiae” per Fondazione Levi. E' stato direttore delle due ultime edizioni dei Laboratori di Musica Barocca del Consorzio dei Conservatori del Veneto, con la prima esecuzione degli inediti “Vespri per S. Pietro Orseolo” nella Basilica di San Marco a Venezia, e a “Le Esequie di Claudio Monteverdi” nella Basilica dei Frari.

Galleria fotografica

La Pifarescha Schola S. Rocco all'Olimpico

ATTENZIONE: La notizia si riferisce alla data di pubblicazione indicata in alto. Le informazioni contenute possono pertanto subire variazioni nel tempo, non registrate in questa pagina, ma in comunicazioni successive.

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