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26/08/2015

Bulgarini d'Elci: "Scandalosa la censura preventiva di Salvini e dei suoi epigoni"

La replica del vicesindaco alle critiche al lavoro di Angela Liddell che aprirà il Ciclo di spettacoli classici all'Olimpico

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"Altro che il lavoro di Angelica Liddell che aprirà il Ciclo di spettacoli classici dell'Olimpico il 18 settembre: a essere scandalosa - dichiara il vicesindaco e assessore alla crescita Jacopo Bulgarini d'Elci - è la censura preventiva, politicamente strumentale, pretesa da Salvini e dai suoi epigoni. Scandalosa per due ragioni: per l'attacco a fondamentali principi di libertà degli artisti e del pubblico evidente nei toni da crociata, con la pretesa anacronistica e pericolosissima di impedire lo spettacolo; e per l'incredibile superficialità con cui si sta parlando di questo lavoro, montando una gigantesca mistificazione sul significato della ricerca dell'autrice catalana, facendolo passare per uno spettacolo di bassa e volgare provocazione, che irride gratuitamente e offensivamente la religione e i suoi simboli. Uno spettacolo va visto per essere giudicato, sempre: ma basterebbe anche leggere le parole dell'autrice per ricavarne un'idea diversa. La Liddell, che è forse la voce più importante del teatro di ricerca europeo, contesa dai maggiori palcoscenici internazionali, mette in scena una riflessione sulla fede, sulla ricerca del Divino, su - e cito le sue parole - 'il Sacro come un modo per restituire all'essere umano la coscienza dello spirito, strapparlo al totalitarismo materialista'. 'Non mi interessano - dice sempre Liddell - la bestemmia, lo scandalo, la provocazione, mi interessano il sacro e la religione come qualcosa di sovversivo'. Lo farà con lo stile e il linguaggio di un teatro che punta a scuotere le coscienze: il suo linguaggio, aggressivo e complesso, audace e spregiudicato, a cui ha diritto sacrosanto nella sua libertà di artista.

E c'è un'altra forma di libertà, oltre a quella culturale e artistica, che è messa in pericolo dai feroci censori che chiedono la cancellazione preventiva dello spettacolo: la libertà del pubblico, di ciascuno di noi, di decidere liberamente cosa andare a vedere a teatro, o al cinema, o che libri leggere. La libertà di scegliere, farsi una propria opinione, decidere se applaudire o fischiare: questa libertà negano i nostalgici dell'Indice dei libri proibiti, che forse preferiscono una società in cui è il potere politico o religioso a decidere cosa ammettere e cosa escludere dalla sfera della libertà individuale.
Lo dico a Salvini e ai suoi epigoni locali: questo è il comportamento di regimi o movimenti totalitari. Questo è lo spirito, intollerante e censorio, che motivava gli estremisti islamici che hanno sterminato la redazione di Charlie Hebdo: le magliette con "Je suis Charlie" sono già passate di moda? E fa pena che si ergano a difensori della fede coloro che, ogni giorno, vomitano odio e fomentano paure, aggredendo - loro sì - i principi più profondi del cristianesimo e di una società civile.
A Vicenza abbiamo aperto l'Olimpico, con la direzione artistica di Emma Dante a cui riconosciamo libertà e rispetto artistico, alle voci più interessanti del panorama italiano ed europeo: per restituire protagonismo al teatro più antico e più bello del mondo, quello di Palladio, per troppo tempo appannato. È legittimo criticare, dissentire, fischiare, rifiutare: impedire ad altri la libertà di andare a vedere uno spettacolo significa, semplicemente, tornare al Medioevo".

ATTENZIONE: La notizia si riferisce alla data di pubblicazione indicata in alto. Le informazioni contenute possono pertanto subire variazioni nel tempo, non registrate in questa pagina, ma in comunicazioni successive.

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