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14/05/2018

Vicenza Jazz, concerti di martedì 15 maggio

Nella foto: Enrico Pieranunzi (di Pino Ninfa)

Nel corso dell’edizione 2018 del festival New Conversations – Vicenza Jazz i riflettori saranno spesso puntati sul pianoforte. Martedì 15 maggio al Teatro Olimpico (alle 21) addirittura con una molteplicità di prospettive grazie al doppio set.

Sul palcoscenico dell’Olimpico si avvicenderanno due grandi pianisti italiani. Dado Moroni, in duo col bassista Darryl Hall, renderà omaggio a Jimmy Blanton (nel centenario della nascita del primo grande solista di contrabbasso nella storia del jazz). A seguire, Enrico Pieranunzi guiderà un quartetto impreziosito dalla presenza del sassofonista Seamus Blake (oltre che di Luca Bulgarelli al contrabbasso e Jorge Rossy, già storico batterista del trio di Brad Mehldau).

Una colonna portante del jazz afroamericano arriverà invece al Jazz Café Trivellato - Bar Borsa, alle 22: il sassofonista Bobby Watson con il quartetto “Made in America”, con Stephen Scott al pianoforte, Curtis Lundy al contrabbasso ed Eric Kennedy alla batteria.

Il festival New Conversations – Vicenza Jazz 2018 è organizzato dall'assessorato alla crescita del Comune di Vicenza e dalla Fondazione Teatro Comunale Città di Vicenza, in coproduzione con Trivellato Mercedes Benz e in collaborazione con il Bar Borsa.

Dado Moroni, in duo col bassista Darryl Hall, renderà omaggio a Jimmy Blanton (nel centenario della nascita del primo grande solista di contrabbasso nella storia del jazz).

Dado Moroni (nato Edgardo, a Genova, nel 1962) è probabilmente il pianista jazz italiano più ‘esportato’ all’estero, a giudicare dalla consistenza e regolarità dei suoi ingaggi internazionali e dal suo palmares di collaborazioni. A metterle assieme si compone un’enciclopedia del jazz moderno: Dizzy Gillespie, Chet Baker, Roy Hargrove, Wynton Marsalis, Clark Terry, Randy Brecker, Freddie Hubbard, Harry Edison, Woody Shaw, Eddie ‘Lockjaw’ Davis, Johnny Griffin, James Moody, Zoot Sims, Al Cohn, Sam Rivers, Joe Henderson, Slide Hampton, Curtis Fuller, Joe Pass, Herb Ellis, Barney Kessel, Lionel Hampton, Terry Gibbs, Ron Carter, Buster Williams, Ray Brown, Kenny Clarke, Art Taylor, Billy Higgins, Ben Riley, Sam Woodyard, Shelly Manne e via suonando.

Se fissiamo le tappe della sua formazione, coi primi approcci al pianoforte all’età di quattro anni e i primi ingaggi professionali a quattordici (e di lì a poco lo si sarebbe trovato già in compagnia dei ‘grandi’), dobbiamo constatare che ci troviamo di fronte a un ex enfant prodige del pianoforte. Ma Dado ha saputo, nel corso del tempo, trasformare una tale precocità in una magistrale maturità pianistica, sino a divenire, tra i jazzisti italiani, uno dei più apprezzati al di là dell’Atlantico.

Darryl Hall, originario di Philadelphia, passato dal basso elettrico in ambito funk al contrabbasso jazz ha avuto le prime importanti esperienze in questa sua nuova veste nei gruppi di Geri Allen, Regina Carter, Ravi Coltrane, Mulgrew Miller. A confermarne la caratura arrivano poi gli ingaggi con Hank Jones, Tom Harrell, Robert Glasper, Cedar Walton, Jimmy Heath, Donald Byrd, Diane Reeves, Kirk Lightsey, Benny Golson… E il bassista Christian McBride lo ha convocato per suonare nella sua big band. Stabilitosi in Francia, ha stretto importanti legami anche con la scena italiana, collaborando con Piero Odorici, Roberto Gatto e ora dando vita a questo duo con Dado Moroni.

Enrico Pieranunzi (Roma, 1949) è un pianista dagli ampi orizzonti, attratto dal jazz più puro, dalla musica classica, nonché dalla sovrapposizione di questi due generi. Ha frequentato anche la canzone popolare, rivista in chiave autoriale. Anche limitandoci al Pieranunzi jazzista, il ventaglio delle possibilità espressive pare sterminato: dall’improvvisazione più libera ed estemporanea al lavoro accurato sui temi. Ma in qualunque veste decida di presentarsi, Pieranunzi ha dalla sua parte una tecnica strumentale, una palette timbrica e una lucidità creativa che lo distinguono immediatamente, collocandolo tra i pianisti più significativi usciti dalla scuola post-boppistica.

A conferma della caratura del musicista romano basta ripercorre la sua carriera internazionale, a partire dal trio con Marc Johnson e Joey Baron, un vero bolide del jazz moderno, alle collaborazioni con Jim Hall, Phil Woods, Chet Baker, Art Farmer, Curtis Fuller, Johnny Griffin, Charlie Haden.

Nato a Londra e cresciuto in Canada a Vancouver, Seamus Blake risiede ora a New York, sulla cui scena si è imposto grazie a un flusso musicale di grande urgenza espressiva.

Iniziati gli studi musicali con il violino all’età di nove anni, Seamus Blake si avvicina in seguito al sassofono suonando il contralto nell’orchestra del suo liceo. Passato al tenore, frequenta successivamente il Berklee College di Boston, entrando in contatto con molti grandi musicisti.

Dopo il trasferimento a New York all’inizio degli anni Novanta, Blake inizia a suonare e incidere con Victor Lewis, Billy Drummond, Kevin Hays, Bill Stewart e Dave Kikoski, formando anche dei propri gruppi. Incide a proprio nome album come The Call, Four Track Mind e Stranger Things Have Happened. Seamus Blake ha inoltre collaborato regolarmente con John Scofield, la Mingus Big Band, Conrad Herwig, Alex Sipiagin, Dave Douglas e Wycliffe Gordon. Di particolare rilievo è anche il quartetto Sangha, un collettivo in cui Blake è accanto a Kevin Hays, Larry Grenadier e Bill Stewart.

Seamus Blake è un musicista ricco di brillanti idee, aperto a molteplici influenze contemporanee ma con forti radici nella storia del jazz, in possesso di un’eccellente tecnica e di un suono carismatico. La sua classe di grande improvvisatore ha ottenuto un importante riconoscimento nel 2002, anno in cui Blake ha vinto il prestigioso Thelonious Monk Award come migliore sassofonista, premio assegnatogli da una giuria comprendente Wayne Shorter, George Coleman e Joshua Redman.

Bobby Watson, emerso dai Jazz Messengers di Art Blakey, ha sviluppato sul sax alto uno degli stili più personali dagli anni Ottanta a oggi.

Nato nel 1953 a Lawrence (Kansas) ma cresciuto a Kansas City, Watson ha ampiamente assorbito l’influsso della grande scuola jazzistica di quella città. Dopo aver frequentato l’università di Miami (dove ebbe come ‘colleghi di studio’ Pat Metheny e Jaco Pastorius) il sassofonista si trasferisce a New York. È il 1975 e poco dopo, nel 1977, inizia a mettersi in luce all’interno dei Jazz Messengers di Art Blakey, addirittura nel ruolo di direttore musicale. Il gruppo di Blakey è stata la più efficiente fucina di giovani talenti del jazz moderno, e infatti quando Watson esce dalla band, nel 1982, non gli mancano certo le proposte di collaborazioni d’alto livello: Max Roach, Louis Hayes, George Coleman, Branford Marsalis, Sam Rivers, Wynton Marsalis

Le prime importanti occasioni di presentarsi come leader su disco gli giungono però dall’Italia: nel 1985 la milanese Red Records gli produce due album in studio che ancora oggi rimangono tra i suoi migliori esiti discografici, Appointment in Milano e Round Trip. E dopo la Red (che continua a registrarlo anche in seguito) si fanno sotto le major: Blue Note e Sony/Columbia.

Negli ultimi anni Watson si è concentrato soprattutto sul suo quintetto Horizon e sugli organici orchestrali di grandi dimensioni, mentre molta parte della sua attività si è focalizzata nel settore educativo, grazie al prestigioso incarico che gli è stato affidato dall’Università del Missouri di Kansas City, dove è stato nominato direttore del dipartimento di jazz.

In tempi recenti lo si è visto di rado in Italia: ritrovarlo e ascoltarlo a capo del quartetto col quale ha recentemente inciso Made in America per l’etichetta discografica dello Smalls di New York sarà certamente un’esperienza rinvigorente.

Direzione artistica: Riccardo Brazzale

Informazioni: Teatro Comunale di Vicenza - Ufficio Festival, viale Mazzini 39 - Vicenza, tel. 0444 324442, vicenzajazz@tcvi.it - biglietteria@tcvi.it, www.vicenzajazz.org; www.tcvi.it. New Conversations - Vicenza Jazz può essere seguito anche sui canali social facebook @vicenzajazz e instagram #vicenzajazz.

Biglietti

concerto al Teatro Olimpico: Dado Moroni & Darryl Hall Duo + Enrico Pieranunzi 4et, Orchestra del Teatro Olimpico: intero: 20 euro + d.p.; ridotto*: 15 euro + d.p.

concerti al Jazz Café Trivellato - Bar Borsa e laddove non diversamente specificato: ingresso libero

*ridotto valido per under 30, over 65, associazioni culturali musicali, Touring Club Italiano, dipendenti Comune di Vicenza, abbonati TCVI

Prevendite

- Biglietteria del Teatro Comunale: aperta dal martedì al sabato dalle 15 alle 18:15 fino al 30 aprile; dal martedì al sabato dalle 16 alle 18:15 dall’1 al 20 maggio.

La biglietteria risponde al telefono negli stessi giorni di apertura dalle 16 alle 18.

- Biglietteria del Teatro Olimpico: aperta dal martedì alla domenica dalle 10:30 alle 13:30 e dalle 14:30 alle 16:30 dall’1 al 20 maggio.

- on line: www.tcvi.it

- sportelli di Intesa San Paolo (ex Banca Popolare di Vicenza)

- giorno dello spettacolo: alla biglietteria del teatro da un'ora prima dell'inizio del concerto (senza diritto di prevendita)

 

Programma di martedì 15 maggio

Teatro Olimpico, ore 21

Dado Moroni & Darryl Hall Duo

Dado Moroni (pianoforte), Darryl Hall (contrabbasso)

Enrico Pieranunzi Quartet feat. Seamus Blake

Enrico Pieranunzi (pianoforte), Seamus Blake (sax),

Luca Bulgarelli (contrabbasso), Jorge Rossy (batteria)

 

Jazz Café Trivellato - Bar Borsa, ore 22

Bobby Watson Quartet “Made in America”

Bobby Watson (sax alto), Stephen Scott (pianoforte),

Curtis Lundy (contrabbasso), Eric Kennedy (batteria)

Galleria fotografica

Enrico Pieranunzi (di Pino Ninfa) Dado Moroni Bobby Watson 2 (di Lafiya Watson)

ATTENZIONE: La notizia si riferisce alla data di pubblicazione indicata in alto. Le informazioni contenute possono pertanto subire variazioni nel tempo, non registrate in questa pagina, ma in comunicazioni successive.

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