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Dalla caduta della Repubblica di Venezia al Lombardo-Veneto

La Lombardia e il Veneto riuniti sotto la Casa d'Asburgo presero il nome di Regno Lombardo-Veneto. Ciò alimentò l'illusione che le due grandi regioni del Nord-Italia potessero avviarsi ad un regime di autonomia e di fecondo sviluppo civile, secondo la tradizione teresiana e giuseppina.

Il regno Lombardo-Veneto si divideva nei due governi di Milano e di Venezia, retti ciascuno da un governatore. Il Vice-re rappresentava l'Imperatore e risiedeva a Milano. Ogni governo si divideva in provincie, ogni provincia in distretti e comuni.

I cittadini erano rappresentati nel governo locale da due congregazioni centrali, una con sede a Milano, l'altra a Venezia.

Nonostante l'esistenza di questi organismi di governo locale, l'accentramento burocratico, caratteristico dell'impero asburgico, fu esteso al Lombardo-Veneto, così che il potere di decidere era saldamente tenuto dalle Cancellerie imperiali di Vienna.

Sul Lombardo-Veneto, l'Austria vegliava perchè nulla venisse a turbare il regime assoluto; quando scoprirono congiure patriottiche, l'autorità austriaca intervenne senza eccedere nelle repressioni, ma patiboli e carceri ebbero le loro vittime.

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