
L’introduzione della metallurgia del ferro e lo sviluppo della civiltà dei Veneti antichi sono i tratti salienti dell’età del ferro nel Veneto.
Nel Vicentino, le testimonianze più antiche sono attribuibili alla frequentazione occasionale del territorio: una
spada di importazione dall’Etruria meridionale (IX-VIII sec. a.C.) deposta ritualmente nel
fiume Astico e un’
ascia da disboscamento del VII sec. a.C. da
S. Quirico - Valdagno.
Successivamente, nella fascia prealpina vicentina e veronese sorsero numerosi villaggi di case seminterrate, nel corso di una vera e propria colonizzazione del territorio da parte dei centri di pianura, che raggiunse la massima intensità tra il V e il IV sec. a.C.
Oltre all’agricoltura e all’allevamento, erano fiorenti la lavorazione della lana, della ceramica, dei metalli e gli scambi con gli abitati di pianura e le confinanti aree retica e celtica.
Dal villaggio di
Montebello Vicentino provengono vasi di produzione locale, ma anche ceramica decorata a fasce rosse e nere di importazione dalla pianura.
Dall’abitato di
Trissino si segnalano le tazze ombelicate di produzione locale (V sec. a.C.), mentre il rinvenimento di un frammento di torques d’argento di tipo celtico e di falangi di maiale con iscrizioni retiche utilizzate per pratiche divinatorie (II-I sec. a.C.) ha consentito di individuare un’area di culto adiacente al villaggio.
Sono esposti inoltre due importanti documenti epigrafici: la
stele da
villa Guiccioli, con dedica agli dei confinari, una delle più lunghe iscrizioni venetiche note; e quella da
Isola Vicentina, con complessa formula dedicatoria in cui compare la prima attestazione epigrafica del termine etnico Veneto (Venetkens).