
Durante l’
antica e media Età del bronzo si sviluppò nelle Valli di Fimon l’abitato di
Pascolone, con capanne su bonifica e palafitte, scavato nell’Ottocento dal naturalista vicentino Paolo Lioy.
Tra i materiali si segnalano boccali monoansati e dolii cordonati del Bronzo antico, nonché scodelloni e anse lunate del Bronzo medio.
All’
Età del bronzo medio-recente appartiene l’abitato di
Fondo Tomellero, con capanne su bonifica, da cui provengono numerose forme ceramiche, tra cui tazze con anse lunate e con apofisi cilindrorette, scodelloni e vasi biconici, nonché due esemplari di asce in bronzo ad alette mediane. Ancora all’Età del bronzo medio-recente, durante la quale furono densamente abitate le aree collinari, risalgono gli insediamenti di
Monte Crocetta di Arcugnano e
Castellon del Brosimo, con frammenti di tazze carenate, scodelle, vasi biconici e dolii.
Dall’abitato su bonifica di
Capitello provengono infine materiali della fase più avanzata del
Bronzo recente e del
Bronzo finale, età in cui si conclude il ciclo di popolamento delle Valli di Fimon e dei Berici in generale iniziato con il Neolitico.
Al
Bronzo finale risalgono anche le tombe a incinerazione dal
monte Summano (Santorso) e da
Montebello Vicentino, nonché manufatti in bronzo, osso e corno, pasta vitrea e ambra dall’area berica e dal Vicentino in generale.
E’ esposto un modello di trappola a battenti, in legno, utilizzata per la cattura di cervi e caprioli. Le cinque trappole originali, rinvenute nella Valle della Fontega nell’Ottocento e riferibili genericamente all’età del bronzo, sono andate distrutte durante la Seconda Guerra Mondiale.