
| Autore | Lambert Sustris |
|---|---|
| Periodo | (Amsterdam 1520/1526 - Venezia ?) |
| Supporto | Tavola, 77,8x96 |
| Inventario | A 79 |
Attorno agli anni Trenta del Cinquecento l’olandese Lambert Sustris giunge in Veneto apportando, insieme ad altri suoi conterranei - emigrati dalle Fiandre, in particolare da Anversa, a causa delle guerre di religione o per ragioni di lavoro -, elementi nuovi nella tradizione artistica locale: gli sfondi paesistici si fanno più animati e vengono illuminati da una luce fredda e artificiosa, che conferisce forma alle masse e crea particolari contrasti coloristici, mentre le figure si allontanano sempre più dal naturalismo di Tiziano.
La piccola tavola del Museo civico di Vicenza, realizzata da Sustris attorno alla metà del sesto decennio del Cinquecento, è un interessante documento di questo fecondo rapporto tra la pittura italiana e la pittura fiamminga.
Il paesaggio che si apre alle spalle della Madonna e del Bambino è popolato da numerose figure, rese inconsistenti dalla luce intensa e chiara che, penetrando attraverso le nubi, “trascorre sulle cose, gli oggetti, la vegetazione” (Baldissin Molli). Sulla destra del dipinto, il gruppo raffigurante san Giuseppe che abbevera l’asino ad un piccolo ruscello, le cui acque vivaci sono dipinte a rapidi tocchi di bianco, è un singolare esempio della notevole capacità di resa paesistica che Sustris seppe sviluppare, grazie anche all’influenza della pittura di Tintoretto e di Andrea Schiavone. La posa complessa della Madonna, in primo piano, è espressione, invece, del legame dell’artista con la Maniera centroitaliana, diffusa in Veneto anche per merito della sua attività.
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